Il forno fusorio di Tavernole


Forno fusorio Tavernole (Bs)
 


Il mantenimento delle originarie strutture del complesso (tali da permettere la leggibilità delle fasi di lavorazione che in esso avevano luogo) fanno del forno di Tavernole  un’eccezionale documento materiale sia da un punto di vista storico che più specificamente archeologico-industriale. E’ infatti  dall’osservazione di questo resto che è stato possibile, superando altrimenti un livello ipotetico, avere conferma della validità di una serie di criteri costruttivi e localizzativi che furono comuni ai forni triumplini.
Per altro il confronto tra lo stato di conservazione di questo complesso e la quasi totale scomparsa degli altri analoghi opifici della valle, ha rappresentato uno stimolo alla maggiore comprensione della vicenda  dell’attività siderurgica.
Il forno fusorio di Tavernole, recentemente restaurato, è, insieme a quanto resta delle miniere, l’esempio più significativo della lavorazione del ferro nella Valle del Mella.
L’intervento ha confermato e ulteriormente permesso di comprendere la complessa stratificazione di una struttura realizzata nel XV secolo e successivamente sottoposta a modifiche ed ampliamenti, fino a quelli prodotti da Francesco Glisenti che praticamente raddoppiò il volume dell’edificio e, adeguandolo ai criteri produttivi ed alle alte tecnologie della grande industria, ne fece, negli anni Settanta del XIX secolo, una fabbrica per i tempi moderna e funzionale.
L’intervento di restauro ha inoltre portato alla luce particolari costruttivi e dispositivi tecnici dei quali non si conosceva fino ad ora l’esistenza o non si era apprezzato adeguatamente il significato e l’identità (trombe idroeoliche e condotti per l’aerazione del forno e il recupero dei gas, ciminiere dei forni di pudellaggio, segni della presenza di maglie ruote idrauliche).
La ricerca, condotta dal prof. Carlo Simoni sia sul campo che presso archivi pubblici e privati, con la collaborazione del prof. Manlio Calegari, non è conclusa, ma, grazie al fatto che le opere eseguite hanno rispettato alcune zone ben identificabili, l’indagine potrà proseguire nel prossimo futuro, anche dopo l’apertura del museo. Risulta quindi rafforzata l’ipotesi di fondo che ha guidato il progetto museale: il complesso del forno si propone come museo di sè stesso, ancor prima che come contenitore di reperti e materiali espositivi.
Il percorso museale che si è previsto tende in primo luogo, attraverso un’illustrazione fondamentalmente narrativa (non ispirata al modello del museo-collezione ma a quello del museo-racconto), a permettere la comprensione e l’apprezzamento del complesso illustrandone spazi, componenti, materiali, funzioni attraverso aggiornati metodi museografici. Particolare attenzione è stata riservata alla fruizione più specificatamente didattica del museo, per la quale sono previsti spazi e strumentazioni apposite (laboratori, postazioni informatiche, materiali e strumentazioni specifiche).
Il Forno Fusorio di Tavernole costituirà una tappa fondamentale nell’itinerario del ferro triumplino, che il Sistema museale promosso dalla Comunità Montana sta definendo, e rappresenterà un polo essenziale nel Parco Minerario dell’Alta Valle Trompia, proponendosi per molti versi come “porta” del Parco Minerario stesso.