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La Miniera Marzoli
A Giuseppe Ragazzoni si deve il progetto della galleria Stese, progetto che
passò, nel 1886, alla “Società degli Alti Forni, Acciaierie e Fonderie di
Terni”, che diede inizio allo scavo della galleria. Nel 1937, la Società
Anonima Fratelli Marzoli, azienda meccano-tessile di Palazzolo sull'Oglio
acquistò dalla Terni la concessione e così la galleria venne completata e si
riprese la coltivazione dei banchi di Siderite. La Fratelli Marzoli diede
nuovo impulso ai lavori estraendo, successivamente, anche Fluorite e
trasformando i forni in silos per questo minerale utilizzato soprattutto
come fondente nell’industria siderurgica. Dopo diversi trasferimenti della
concessione ad altre società, all’inizio degli anni ’70 l’attività fu
definitivamente interrotta.
Visitare la Miniera Marzoli, sulla Via del ferro e delle miniere in
Val Trompia, offre il contatto diretto con i reperti del lavoro minerario e
un’esperienza emozionante, a partire dalla sensazione che si prova nel
varcare la soglia di un luogo diverso con il treno che con il suo
sferragliare porta nel cuore della montagna. Scesi dal treno, ci si
incammina, guidati da esperte guide, fra cui alcuni ex minatori, e, superato
lo spazio nel quale si conservavano gli esplosivi, si giunge alla sala delle
geodi, dove è collocato l’altare dedicato a Santa Barbara e quindi alla zona
in cui veniva cavata la Siderite, e viene proposto l’effetto sonoro e visivo
del brillamento di una mina. I manichini che evocano i gesti dei minatori
impegnati nelle gallerie, nelle ripide rimonte; le tramogge che sovrastano i
carrelli destinati al trasporto del minerale; le perforatrici e i semplici
strumenti impiegati nell’abbattimento manuale (il piccone, la punta, le
mazze) consentono di immaginare in modo verosimile e coinvolgente le diverse
fasi di cui si componeva l’opera dei minatori.
Il mondo dei minatori e l’arte del ferro
La visita alla Miniera Marzoli si è recentemente arricchita di un nuovo
spazio museale, dedicato al mondo dei minatori e all’arte del ferro
allestito nell’edificio un tempo riservato a funzioni di servizio
all’attività produttiva e ai dipendenti della miniera. L’edificio ospita, al
piano terreno, gli spazi di accoglienza dei visitatori; al primo piano la
Biblioteca di pubblica lettura e i laboratori ludico-didattici. Il Museo si
trova al secondo piano. Il Museo si compone di due sezioni, una dedicata
all’illustrazione storico-scientifica della realtà mineraria del luogo,
realizzata attraverso pannelli, reperti, alcune ricostruzioni e una
multiproiezione, l’altra evidenzia le potenzialità espressive del metallo
che si ricavava dal minerale estratto dal sottosuolo della Valle. Lo spazio
dedicato a Il mondo dei minatori. Pezzaze: la comunità, l’ambiente, la
storia si suddivide in tre settori, che illustrano la vicenda della comunità
di Pezzaze, la sua vocazione mineraria e la cultura diffusa che ne è
derivata; i caratteri geomineralogici del sottosuolo di Pezzaze, con le
sorprendenti concrezioni formatesi nella vicina Miniera Regina, e il sapere
dei minatori; e infine, la storia delle miniere di Pezzaze nell’Otto e nel
Novecento e i suoi protagonisti. Lo spazio dedicato a L’arte del ferro. Gli
animali, gli uomini, i fiori di Vittorio Piotti propone una collezione di
sculture dell’artista locale, recentemente scomparso, e l’evocazione del
laboratorio dello scultore, affidata a fotografie, manifesti e strumenti di
lavoro.
Orari di visita:
- tutto l'anno: domenica e festivi dalle 14.00 alle 18.00
- luglio-agosto: sabato dalle 14.00 alle 18.00, domenica e festivi
dalle 10.00 alle ore 12.00 e dalle 14.00 alle ore 18.00
La 2. e 3. settimana di ferragosto la miniera è visibile tutti i giorni
dalle 14 alle 18.
Possibilità di visita tutti i giorni per gruppi minimo 20 persone, previa
prenotazione.
Recapito telefonico 030 9220326 - Agenzia Parco Minerario: 030 9280022/3
www.miniereinvaltrompia.it
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